Ergonomia posturale

.ERGONOMIA POSTURALE.

Gruppo di lavoro – area tematica

Obiettivi del GDL 

Il Gruppo di Lavoro (GdL) si propone di fornire una guida basata sui principi dell’ergonomia attraverso una metodologia che esiste ed è solida, ma manca di uno strumento operativo, diffuso e riconosciuto, capace di applicarla con continuità sul campo per la progettazione e la riprogettazione di postazioni di lavoro, attrezzature e prodotti, al fine di garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori.
Questo colloca il contributo del GDL in un contesto diverso da una semplice validazione interna. Non si tratta di dimostrare che il metodo utilizzato dal GDL “funziona” in senso generico, il metodo Biomeccanico Antropometrico Ergonomico (BAE) è già certificato, ma di costruire, insieme ai membri che si occupano di sicurezza e rischio nel lavoro, uno studio che risponda a una domanda di ricerca precisa e che sia impostato con il rigore necessario che crei un cambio di paradigma scientifico nell’approccio alla valutazione e correzione dei problemi e rischi posturali come previsto dalla normativa UNI ISO 11226.
Il contesto SIE offre le condizioni difficilmente replicabili altrove:
• una composizione multidisciplinare (medicina del lavoro, fisioterapia, ergonomia nei suoi diversi ambiti) che consente di progettare uno studio più robusto di quanto ciascuna professione potrebbe fare da sola con una cornice istituzionale che conferisce credibilità al lavoro fin dalla fase di reclutamento del campione.
La missione del GdL è promuovere un approccio sistemico, multidisciplinare e centrato sull’uomo, finalizzato a:
• migliorare la qualità di vita almeno durante le ore di lavoro dal punto di vista fisico;
• migliorare la sicurezza operativa e la prevenzione degli incidenti;
• tutelare la salute e il benessere degli operatori;
• garantire l’accessibilità e la qualità dell’esperienza da parte degli utenti;
• supportare l’innovazione tecnologica con criteri ergonomici;
Il GdL opererà in tutti gli ambiti di lavoro poiché tutti sono interessati agli aspetti posturali.
Il GdL intende inoltre:
• Integrare le dimensioni di ergonomia fisica con la cognitiva e organizzativa in ciascun ambito.
• Promuovere l’adozione di metodologie di progettazione centrata sull’utente (Human-Centred Design).
• Favorire la diffusione di buone pratiche e l’elaborazione di linee di indirizzo condivise.
• Contribuire alla formazione e qualificazione professionale degli ergonomi operanti nel settore dell’ergonomia posturale.
• Stimolare il dialogo tra mondo accademico, istituzioni, operatori e imprese.
Il GdL ambisce a diventare un riferimento tecnico-scientifico stabile per l’ergonomia posturale, contribuendo a una cultura della qualità della vita che riconosca nel fattore umano una variabile strutturale e non un elemento residuale della gestione e progettazione dei posti di lavoro.

Linee trasversali della mission

Orientare la cultura dello studio del corpo umano verso modelli ergonomici e funzionali operando:
1. Cambio di Paradigma Epistemologico: dal Modello Antigravitario alla Deformazione Coerente
La postura eretta rappresenta l’interfaccia dinamica tra l’organismo umano e le leggi della fisica. Storicamente, la comprensione di questo fenomeno è stata dominata da due modelli concettuali antitetici, la cui differenza non è meramente terminologica, ma configura una vera e propria frattura paradigmatica nell’interpretazione del rapporto ontologico tra corpo umano e campo gravitazionale.
1.1 Il Modello Antigravitario della Biomeccanica Classica
La biomeccanica classica, mutuando i propri postulati dalla meccanica razionale newtoniana, descrive la postura eretta come il risultato di un conflitto attivo permanente tra il peso corporeo (forza gravitazionale verso il basso) e l’attività muscolare (forza muscolare reattiva verso l’alto). In questa visione:
· I muscoli antigravitari (estensori del rachide, glutei, quadricipiti, soleo) sono deputati a contrastare il cedimento gravitazionale segmento per segmento
· La colonna vertebrale è una torre portante soggetta a carichi di compressione verticali che devono essere neutralizzati
· Le catene muscolari anteriori e posteriori lavorano in opposizione biplanare (sagittale) con il compito principale di impedire il collasso o la flessione del corpo
· Il termine “antigravitario” esprime la gravità come una forza ostile, un avversario esogeno da vincere e non come risorsa biocinetica da utilizzare.
1.2 Limiti epistemici del Modello Antigravitario
La letteratura di riferimento identifica cinque limiti del modello classico:
1. Visione segmentale: l’analisi separata dei singoli distretti (lombare, cervicale, podalico, articolazione temporo-mandibolare), impedisce di cogliere le correlazioni sistemiche globali.
2. Assenza della gravità come agente formante: si studia la resistenza meccanica alla gravità, ignorando come quest’ultima abbia modellato la struttura biologica durante miliardi di anni di filogenesi.
3. Confusione tra patologia e adattamento: il modello classico tende a patologizzare il “compenso” o la “deformità”, non comprendendo che essi rappresentano il miglior equilibrio biologico che il sistema può esprimere in quel momento e in quel preciso ambiente.
4. Causalità lineare riduzionista: nell’Ortoposturodonzia classica (Clauzade-Marty), le patologie sono classificate come “ascendenti”(periferiche) o “discendenti”(centrali), ma questa separazione è artificiale poiché «da un punto di vista dell’Ergonomia Posturale non esistono problemi ascendenti o discendenti, ma sono tutti completamente mescolati».
5. Concezione statica del baricentro: la biomeccanica classica usa il baricentro come punto geometrico fisso. Al contrario, l’approccio ergonomico lo riconosce come una funzione continua sotto controllo cibernetico automatico.
1.3 Il Modello della Deformazione Coerente
Il nucleo teorico dell’Ergonomia Posturale (Massara, Pacini, Vella) si fonda sulla definizione cardine proposta da Gioacchino Vella (2008) ripresa in tutti i documenti:
«La Postura rappresenta la deformazione coerente della Gravità»
Questo concetto mutua i suoi presupposti dalla fenomenologia di Merleau-Ponty, secondo cui «c’è significazione quando i dati del mondo sono da noi sottoposti a una deformazione coerente. Questo fenomeno inizia già al momento della percezione — la percezione stessa è già deformazione coerente». Applicato in ambito posturale, ciò significa che il corpo non oppone resistenza alla gravità, ma si deforma coerentemente con essa, adattando la propria forma e funzione in modo da ottenere il massimo rendimento con il minimo dispendio energetico.
La definizione completa formulata dal gruppo (Massara, Pacini, Vella 2008) stabilisce che la Postura è: «Capacità di prontezza di risposta dell’organismo alla vettorialità del campo gravitazionale, insita nella deformazione coerente della gravità, tendente alla stabilità funzionale»

Adesione al GDL

Possono aderire al GdL tutti i soci SIE che richiedano al Coordinatore del GdL l’adesione.

Composizione del GDL

Il GdL è coordinato da Tiziano Pacini, SIE Toscana, ed è composto dai seguenti soci SIE:

N° Nomi in ordine alfabetico Regioni di residenza Sezioni di appartenenza
1 Ferdinando Pivetta Friuli V.G. Friuli V.G.
2 Gioacchino Vella Piemonte Piemonte
3 Giorgio Mottini Toscana Lombardia-Liguria
4 Simone Da Prato Toscana Toscana
5 Angela Parente Toscana Toscana
6 Elisabetta Gini Friuli V.G. Friuli V.G.
7 Nicola Impagliazzo Friuli V.G. Friuli V.G.
8 Eleonora Mastrominico Toscana Toscana
9 Gabriele Corbizzi Fattori Toscana Toscana